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storia del circolo artistico

Tratto dal volume:

 

Circolo Artistico Bergamasco 110 anni dalla fondazione 1895-2005,

- a cura di Cesare Morali -.

Collettiva sociale 2005, Artigrafiche Mariani & Monti, 2005, Bergamo.

 

Per parlare delle origini del Circolo Artistico di Bergamo è necessario risalire alla riunione

che un’eletta rappresentanza di artisti e di appassionati d’arte tenne il 22 febbraio 1895 presso la sede del Casino Operai, Artisti e Professionisti in Piazza Pontida.

Alla riunione intervengono il pittore Rinaldo Agazzi, il M° Daniele Biava, il dott. Ciro Caversazzi, l’avv. Aristide Dragoni, il pittore Achille Filippini Fantoni, il nobile dott. Francesco Finardi, il pittore Ponziano Loverini, il prof. Giovanni Lucca, il prof. Gian Giorgio Marchesi, il prof. Alessandro Marinelli, il rag. Ottavio Masseroni, il cav. Giovanni Mora, l’arch. Virginio Muzio, l’arch. Giuseppe Odoni, il decoratore Giuseppe Rota, il conte dott. Gianforte Suardi, il nobile Alessandro Tacchi, l’ing. Fermo Terzi, il conte Paolino Vimercati Sozzi, lo scultore Giuseppe Zenoni ed il pittore Luigi Zenoni, i quali, al termine di appassionanti discussioni, costituiscono un Comitato provvisorio. 

Questi esponenti della cultura locale sono convocati dal cav. Giovanni Mora, proprietario di un rinomato mobilificio, il quale, sviluppando un’idea diffusa nell’ambiente artistico cittadino, propone di fondare a Bergamo un’associazione che rappresentasse i cultori delle belle arti.

L’Assemblea Generale, che si svolge presso le Scuole dei “Tre Passi” in data 21 aprile, approva lo Statuto, fissa le quote sociali e nomina una direzione che si compone di dodici consiglieri e di un cassiere – economo.

E’ importante rimarcare come l’ambiente dove si manifesta l’idea di costituire il Circolo Artistico sia il Casino Operai, Artisti e Professionisti perché si tratta di un’associazione, sorta nel 1863, che si proclama “lontana da tutto ciò che è politica”, e che dimostra di saper realizzare iniziative di prim’ordine proponendosi obiettivi tra i più disparati. Da una pubblicazione che riassume le iniziative dei primi venticinque anni d’attività di questa associazione, risulta che fin dal 1885 costituisce un Comitato Esecutivo per promuovere una Ferrovia nella Valle Brembana, si occupa di monumenti ai Caduti, di Società di Previdenza per operai, della Scuola gratuita di scherma, di un Patronato per i liberati dal carcere, dell’apertura di Asili infantili e di provvidenze per i bambini rachitici. Raccoglie fondi a favore di alluvionati e di terremotati e perfino delle popolazioni siciliane danneggiate dal brigantaggio. Tra l’altro, istituisce l’Esposizione Permanente di Belle Arti, che, nel 1883, si trasforma in quella Società per l’Incoraggiamento delle Belle Arti, che tanti contatti avrà, a partire dal 1895, con il Circolo Artistico.

Solo così si può spiegare il forte impegno che anima i fondatori e le numerose e rilevanti iniziative che essi hanno l'abilità di realizzare in breve tempo, dando prova di eccellente capacità organizzativa.

Sulla fine dell’Ottocento, il Circolo Artistico è un sodalizio nuovo nel vario panorama delle associazioni esistenti a Bergamo. Nasce con lo scopo di dare incremento alle arti e si propone di raggiungere tale finalità “promuovendo ed appoggiando gli atti e le istituzioni che mirano al progresso delle arti ed all’utile generale degli artisti e dei cultori delle belle arti, facilitando ai soci i mezzi e le occasioni di piacevole ritrovo e di studio”.

Per la sede vengono scelti gli ambienti a piano terra del prestigioso palazzo di via Pignolo, al n° 68 [poi 72], di proprietà dei conti Luigi e Antonio Maffeis.

Giovedì 19 dicembre 1895 un gran numero di artisti, di intellettuali e molte personalità cittadine  si danno convegno nel cinquecentesco palazzo Maffeis per partecipare alla nascita di quest’associazione formata da cultori di belle arti. Le diverse sale con fregi ed affreschi appena restaurate da un gruppo di valenti artisti ospitano un’interessante e varia mostra d’arte.

Ciro Caversazzi, con un discorso chiaro e senza enfasi, spiega le finalità che si prefigge il Circolo e conclude dicendo: « se lo scopo del Circolo potrà parere troppo ardito per Bergamo, cionondimeno resterà il conforto di aver mirato in alto, il che renderà lo stesso scopo non meno nobile » (L’Unione 20/21 dicembre 1905) Cesare Tallone, “ nascosto sotto il cappellone a larghe tese” confida al cronista «Lo crede? Qui a traverso queste sale vedo dieci anni del mio lavoro e leggo in ogni quadro le mie lezioni, e ciò mi fa molto piacere».

Achille Filippini Fantoni, che si è particolarmente impegnato per costituire il Circolo Artistico, osserva da un angolo molto compiaciuto. Dopo l’inaugurazione, un gruppo di valenti musicisti esegue un concerto con musiche di Grieg, Rinaldi, Chopin, Piatti, e Beethoven.

Così nasce il Circolo Artistico di Bergamo.

Il sodalizio, che attrae a sé l’interesse dei migliori artisti dell’epoca, se da un lato si preoccupa di promuovere la cultura artistica, raccogliendo pubblicazioni specifiche o rare per metterle a disposizione dei soci, e organizzando interessanti conferenze sull’arte, dall’altro offre agli artisti associati l’occasione di effettuare mostre collettive o personali. Per gli artisti, la possibilità di far conoscere le proprie opere è circoscritta alle mostre del Circolo Artistico e a quelle dell’Accademia Carrara o a qualche mostra isolata.

Con cadenza ricorrente il Circolo Artistico ospita esposizioni collettive di dipinti, di sculture, di bozzetti, di studi, schizzi, disegni, acqueforti e fotografie. Vi sono anche mostre per soli dilettanti.

A volte le mostre sono promosse con finalità benefiche, e si allestiscono anche al di fuori della sede: nei locali della Scuola d’arte Applicata “Andrea Fantoni”, nel salone del Chiostro di Santa Marta, nelle sale a piano terra dell’Hotel Moderno, nelle Scuole Tecniche di Via Borfuro, ai “Tre Passi” ed in altri locali.

In campo musicale si programmano numerosi concerti con interessanti programmi, che in prevalenza sono eseguiti nel salone della sede, ma che talvolta sono organizzati in sale esterne. Agli eccellenti esecutori invitati da fuori Bergamo per gli incontri musicali, fa riscontro un consistente gruppo di concertisti e di compositori bergamaschi di prim’ordine.

All’interno del Circolo si forma un’orchestrina di dieci elementi diretta dal M° Francesco Manetta.

Nel 1896 la direzione del Circolo Artistico invita a Bergamo, per un concerto al Teatro Ricciardi, poi intitolato a Gaetano Donizetti, la Società Orchestrale della Scala diretta da Arturo Toscanini. Il concerto, che la critica definisce “avvenimento artistico di prim’ordine”, e che suscita grande entusiasmo, è eseguito nel pomeriggio di domenica 17 maggio. La sera gli orchestrali ed il loro Direttore sono ospiti del Circolo Artistico in un banchetto all’Albergo Italia. 

Altra iniziativa musicale d’eccezione è la “Grande Serata Patriottica per la Beneficenza di Guerra”che si svolge il 23 ottobre 1915 al Teatro Donizetti. Sotto la direzione di Beniamj Moltrasio, si rappresenta “Cavalleria Rusticana”, alla quale seguono romanze d’opera e cori patriottici. Tra i fondatori del Circolo Artistico bisogna rimarcare la presenza di Ciro Caversazzi, straordinaria figura di uomo di cultura e di intellettuale al cui intuito ed alla cui sagace lungimiranza si deve l’istituzione di importanti associazioni tra le quali la Lega Bergamasca per l’Educazione del Popolo, la Società di Cultura e la Società del Quartetto.

La sera del 28 gennaio 1897 Caversazzi si rivela anche pianista d’eccezione allorché sostituisce il M° Francesco Manetta in un difficilissimo quartetto di Mendelssohn con violino, viola e violoncello. Il critico dell’Unione lo definisce “interprete insuperabilmente fine, non dilettante ma maestro nell’arte”.

Tra i fautori più convinti del Circolo Artistico vi è Aristide Dragoni. Per molti anni ricopre l’incarico di “soprintendente municipale per le Scuole dell’Alta città e sobborghi uniti”, è presidente della Pia Scuola di Musica e della Società Filarmonico-Drammatica Simone Mayr in San Cassiano.

Nel 1883 fonda la Scuola gratuita popolare professionale serale e festiva di Bergamo Alta che annovera quasi quattrocento allievi. Tra i quattordici docenti della scuola vi è il pittore Cesare Tallone, l’ing. Elia Fornoni, e lo stesso Dragoni. Questa Scuola cesserà la sua attività, ma, l’esperienza compiuta, sarà utile al Dragoni per impegnarsi attivamente nel progetto “grandioso ed ispirato” di istituire la Scuola d’Arte applicata all’Industria, poi intitolata ad Andrea Fantoni.

La Scuola, che ancora oggi è viva e feconda, nasce dall’esigenza di “impartire insegnamenti artistici con la loro applicazione alle arti industriali”, e si prefigge lo scopo di fornire un bagaglio tecnico e artistico, con un indirizzo essenzialmente pratico. L’esperienza teorico-pratica serve a preparare i giovani ad affrontare programmi lavorativi in industrie o in laboratori artigianali che, all’utilità pratica del prodotto, uniscono i canoni della bellezza artistica.

La presidenza onoraria è attribuita all’arch. prof. Camillo Boito, fratello di Arrigo, grande esperto delle Scuole d’arte industriale, il quale, nella lettera d’accettazione, afferma: «E’ certo che se v’ha una città di provincia in Italia che meglio di ogni altra sia indicata per fondarvi una scuola di questo genere, è sicuramente Bergamo». Tra gli artisti più celebri che compiono studi alla Scuola Fantoni,  si possono citare il restauratore Mauro Pellicioli, i pittori Giovan Battista Galizzi, Severino Belotti, Romualdo Locatelli, Daniele Marchetti, Emilio Nembrini, Giorgio Oprandi, Ernesto Quarti Marchiò, gli scultori Tobia Vescovi, Elia Aiolfi, Nino Galizzi, Piero Brolis, Manzù .

Alla presidenza del Circolo Artistico, Aristide Dragoni promuove iniziative di prim’ordine, come la manifestazione per celebrare il 1° centenario di fondazione dell’Accademia Carrara, con il conio della medaglia commemorativa e la pubblicazione del volume “L’arte a Bergamo e l’Accademia Carrara”. Nell’ottobre 1899 egli organizza una bicchierata “di lusso” al Circolo Artistico, in onore di Cesare Tallone, nominato professore di figura all’Accademia di Brera e di Ponziano Loverini nominato direttore della Scuola di Pittura dell’Accademia Carrara, ove subentra allo stesso Tallone. Nel corso di quest’anno Vincenzo Petrali, definito “principe degli organisti” è ricordato, nel decimo anniversario della morte, con un concerto di sue musiche, un numero unico ed una lapide sulla facciata della sua casa in via Porta Dipinta. 

Un interessante scritto su “Gandino e la sua valle” e sui celebri artisti gandinesi Bartolomeo Buono, scultore e architetto e Gian Battista Castello, pittore, scultore e architetto, accompagna la posa di una lapide celebrativa nel paese natale. Una lapide in via delle Muraine commemora il centenario della nascita del poeta Pietro Ruggeri da Stabello. Un numero unico ed una lapide, opera dello scultore Andrea Paleni, collocata in via S. Salvatore, commemorano la poetessa Paolina Grismondi Secco Suardo, in Arcadia Lesbia Cidonia, nel primo centenario della morte. L’illustre violoncellista Alfredo Piatti, è ricordato con un’iscrizione posta sulla casa natale, in via Borgo Canale n°6. 

Artista della parola ed abilissimo verseggiatore, Aristide Dragoni è autore dei testi di numerose epigrafi, come quella posta a Parigi sulla casa ove morì Lorenzo Mascheroni, quella per Alfredo Piatti, quella a ricordo di Lesbia Cidonia.

In un suo saggio, che riporta le ricerche condotte su Giacomo Negretti detto Palma il Vecchio, Elia Fornoni, appassionato studioso di storia dell’arte e di storia locale, che presiederà il Circolo Artistico, auspica che il grande pittore bergamasco sia ricordato degnamente, magari con un busto da erigersi nella piazza di fronte al palazzo dell’Accademia Carrara. Nel 1908 il Consiglio Direttivo decide di intitolare il Circolo Artistico al nome di questo celebre artista.

Un’iniziativa singolare, molto importante per la divulgazione a Bergamo di un particolare ramo d’arte, è l’istituzione della Società degli Acquafortisti. Nell’aprile del 1913 il nuovo presidente Vittorio Camplani mette a disposizione un ambiente entro il quale sistemare il torchio a stella ed i dispositivi per l’acidificazione, la tamponatura e la preparazione delle lastre. Nel corso della mostra di bozzetti, sculture, acqueforti e disegni che si svolge al Circolo nel marzo del 1915, Luigi Angelini, Romeo Bonomelli, Camillo, Carlo e Giovan Battista Galizzi, Mauro Pellicioli espongono i loro primi saggi d’incisione all’acquaforte nella saletta “del bianco e del nero”.

La prima mostra ufficiale della Società, all’interno della quale nel frattempo sono confluiti altri artisti, si tiene alla sede del Circolo nel maggio 1924.   

Sempre in tema di lapidi, va ricordata quella collocata nel 1921 a Trento per ricordare i componenti la Guardia Mobile Bergamasca vilmente trucidati dagli Austriaci nell’aprile 1848, alla fossa della Cervara. Il testo dell’epigrafe è di Ciro Caversazzi, come quello in memoria di Cesare Tallone all’Accademia Carrara.

Nel 1923 il Circolo Artistico provvede ad organizzare la sezione bergamasca presente alla prima mostra Biennale delle Arti Decorative, allestita alla Villa Reale di Monza.

Numerosi sono i personaggi celebri ospitati dal Circolo Artistico. Tra questi si possono ricordare, Francesco Jerace, Marco Enrico Bossi, Ugo Ojetti, Renato Fucini, Luigi Pirandello, E. A. Mario, Tullia Franzi. Il poeta-eroe dona una sua fotografia con questa dedica “Gabriele d’Annunzio ' bergamasco' ai discendenti devoti di Palma il Vecchio, uno scrittore che rivaleggia col colorista.”

Nel novero delle attività svolte dal Circolo Artistico figurano anche vari interventi riguardanti l’urbanistica, particolari opere da eseguire a Bergamo e osservazioni su alcune istituzioni cittadine. In sede si allestiscono numerose veglie mangiatorie, bibitorie, saltatorie decorazioni di vario soggetto eseguite dagli artisti per festeggiare il Carnevale in allegria. Si svolgono anche cene sociali, passeggiate a scopo culturale e scambi di visite con associazioni di altre province.

Il Circolo Artistico, che fin dalle sue origini ha adottato il motto “in arte libertas”, oltreché dal prof. Aristide Dragoni e dal dott. Vittorio Camplani, è stato presieduto dall’ing. Elia Fornoni, dal Giudice dott. Luigi Gaetani, dal dott. Ugo Daina e dall’avv. Ermando Invernizzi. Per la lunga dedizione al Circolo, vanno segnalati in modo particolare il pittore Romeo Bonomelli, per tanti anni attivissimo segretario e vicepresidente, e il poeta vernacolo Luigi Citerio, brioso cantore dei fasti del Circolo, al quale si devono composizioni poetiche d’occasione molto argute.

Nel mese di gennaio 1931 l’Istituto Fascista di Cultura assorbe il Circolo Artistico “Palma il Vecchio”. Il presidente dell’I. F. C. conte Giacomo Suardo afferma: continueremo la nobile tradizione del Circolo Artistico con mostre e manifestazioni in ogni ramo delle belle arti, dalla pittura alla musica, cercando che esse servano, in modo speciale, ad incoraggiare i giovani nelle loro prime manifestazioni, venendo in soccorso delle energie più ricche di promesse."

L’attività del sodalizio artistico prosegue con varie iniziative tra le quali i vivaci festeggiamenti a Francesco Domenighini che, dopo trentatré anni, lascia l’insegnamento alla Scuola d’Arte applicata “Andrea Fantoni”. Ma nel corso di un incontro tra i soci del Circolo Artistico e quelli dell’Istituto Fascista di Cultura, rappresentati dal prof. Antonio Capuani, l’avv. Ermando Invernizzi afferma che la fusione del Circolo Artistico con l’Istituto Fascista di Cultura non ha dato i risultati sperati in quanto l’Istituto stesso mira all’educazione dei giovani e alla cultura politica, mentre il Circolo Artistico tende a divulgare la cultura letteraria, musicale e artistica. Il primo è stato fondato dal regime con finalità analoghe su tutto il territorio nazionale, il Circolo Artistico ha origini locali e rispecchia le aspirazioni culturali dei propri soci. Il prof. Capuani condivide questa tesi e così pure il podestà Antonio Locatelli, presente alla riunione. Al termine di una votazione, i presenti decidono all’unanimità che il Circolo Artistico riprenda la sua tradizionale autonomia operativa. Il presidente avv. Invernizzi solleva il preoccupante problema del tesseramento, che deve garantire la copertura delle spese. La prima iniziativa promossa, nel maggio 1934 è la mostra Tripolitania del pittore Luigi Brignoli. Nel mese di agosto, in occasione del 200° anniversario della morte di Andrea Fantoni, molti soci del Circolo Artistico si recano a Rovetta dove, con una solenne cerimonia, è collocata una lapide. L’anno successivo, nel mese di febbraio, il Circolo Artistico cessa la sua attività. Una lapide è murata sopra la porta d’accesso al salone principale con la seguente epigrafe: Qui il Circolo Artistico nel nome di Palma il Vecchio fu per ben otto lustri  tempio, scuola, fucina d’arte e di cultura. 1895/1934.  Ad una piccola folla di associati, che comprende artigiani, artisti, architetti, professionisti, musicisti, l’avv. Ermando Invernizzi parla della gloria e dei meriti del Circolo Artistico e di tutti i suoi soci che, con passione e abnegazione, hanno dato l’opera loro al raggiungimento delle alte finalità. «Noi tutti continueremo a lavorare per quegli scopi nobilissimi che sono stati, sono e saranno di ogni tempo». Sandro Angelini, che dopo Manzù sarà nominato presidente onorario del Circolo Artistico, in un suo scritto pubblicato nel volumetto “Cronache del Circolo Artistico” così afferma: «Io credo che le ragioni vere della decadenza e poi della fine, siano da cercare fra i membri stessi del Circolo Artistico. Da una parte alcuni fondatori erano scomparsi, altri non erano più quei giovani che un tempo si sentivano chiamare “futuristi” solo perché uscivano timidamente dai canoni tradizionali. Ora venivano chiamati passatisti. Erano ancora gli stessi uomini con dietro le grandi maiuscole: Lavoro, Industria, Patria, Famiglia, Religione, Arte, ma senza il calore, l’ardore di un tempo e forse minacciati dallo stesso motto che si erano dati alla fondazione «in arte libertas». E c’erano i giovani soci, le nuove leve. Mentre i Brignoli, gli Oprandi vincevano il premio e andavano a Roma, i Pinetti, i Marchetti, i Visentini andavano a Parigi. Oggi si dovrebbe andare a New York. Ma non è la stessa cosa. Non sono equivalenti proponibili. Fra i vecchi e i nuovi soci si mantenevano rapporti di stima e di reciproco rispetto, ma nell’aria, a prescindere dalla vicenda politica, c’era una nuova situazione. La mutazione era inarrestabile. I giovani pittori avevano imparato a Parigi a trovarsi al caffè e non al Circolo. L’Istituto Arti Grafiche stampava agende e prodotti commerciali, caduto in mani solo avide di denaro. L’Emporium era offuscato da nuove riviste d’arte in Italia e in Europa. Ed insieme si spegneva il Circolo Artistico dopo una lunga, gloriosa, irripetibile stagione.»

Dopo la chiusura del Circolo Artistico un avvenimento d’eccezione in campo artistico è rappresentato dalle quattro edizioni del Premio Bergamo, dal 1939 al 1942, che tanto interesse suscita anche in campo nazionale. Nel fervore del primo dopoguerra, nell’ottobre del 1945, a Bergamo viene indetto il Premio “Fra Galgario” per il ritratto e l’autoritratto. Sulla presentazione del catalogo il Comitato promotore del Premio, composto da eminenti uomini di cultura e artisti di indiscusso valore, si impegna ad indire, per il mese di ottobre 1946, la quinta edizione del Premio Bergamo, che poi, di fatto, non si terrà. La pubblicazione annuncia che il Premio “Fra Galgario” è la prima iniziativa del risorto Circolo Artistico. Compongono il Comitato promotore il dott. Luigi Agliardi, presidente, il pittore Daniele Marchetti, segretario, l’ing. Luigi Angelini, gli architetti Sandro Angelini, Luciano Galmozzi e Pino Pizzigoni, i pittori Ernesto Quarti Marchiò, Giovan Battista Galizzi, Giuseppe Luzzana, Alberto Vitali, Angelo Crespi, Ugo Recchi e lo scultore Giovanni Avogadri, membri.

Dovevano invece trascorrere altri otto anni perché si costituisse un Comitato Provvisorio per la riapertura del sodalizio artistico. Individuati i locali della sede in un palazzo di viale Roma, ora via Papa Giovanni XXIII, al n° 48, il 16 novembre 1953 il Comitato Provvisorio approva lo Statuto sociale e, pochi giorni dopo, elegge il Consiglio Direttivo. E’ presidente l’ing. Giuseppe Golasmici, vicepresidenti il pittore Ernesto Quarti Marchiò e l’arch. Pino Pizzigoni, segretario il pittore Ettore Salvetti. Sono consiglieri il pittore Gabriele Baggi, lo scultore Piero Brolis, il pittore Giovan Battista Galizzi, gli scultori Ferruccio Guidotti e Stefano Locatelli, il pittore Giuseppe Luzzana, l’avv. Ubaldo Riva, l’avv. Martino Vitali. 

L’attività culturale svolta comporta l’organizzazione di manifestazioni di varia natura artistica, dalle arti visive alla poesia, alla musica, alle arti impropriamente definite minori, con lo scopo di offrire una panoramica delle espressioni d’arte nei loro aspetti contemporanei e di favorirne la divulgazione. Per gli associati non mancano occasioni di svago come le gite artistiche o le riuscite veglie danzanti. Gradualmente in città nascono numerose associazioni culturali con specifiche finalità. Per il Circolo Artistico si pone dunque l’esigenza di individuare iniziative culturali alternative a quelle promosse dalle altre associazioni, che riscuotano l’interesse dei soci e che rispondano alle specifiche finalità perseguite dal sodalizio in campo artistico, sia per quanto riguarda la tutela e la valorizzazione delle tradizioni artistiche bergamasche, sia per quanto riguarda la diffusione della conoscenza dei fenomeni artistici a noi contemporanei. Con questi presupposti si svolge l’attività culturale dal 1953 ad oggi.

Nell’ottobre 1954 la sede è trasferita in via Pignolo n°74, nel palazzo De Beni e, a partire dal 1957, nel palazzo comunale di via Torquato Tasso al n° 4. Qui l’attività si svolge nel salone consiliare al primo piano, dove i soci dispongono di un proprio locale Bar con annesso pianoforte. Fruttuosi sono  i contatti con il Cenacolo Orobico, un’associazione di poeti nata nel 1955, in collaborazione con la quale sono organizzate varie iniziative. Al termine del 1958 la Commissione Cultura, in concorso con il Cenacolo Orobico, promuove una mostra di pittura-poesia che accoppia componimenti poetici a dipinti.

Su richiesta dei pittori Giulio Masseroni e Italo Ghezzi, il Comune concede un locale a piano terra dove viene aperta la Galleria “La Garitta”. L’inaugurazione ha luogo il 19 aprile 1958 e richiama, per una collettiva, i seguenti artisti: Angiolo Alebardi, Emilia Bardi Marigo, Ivan Berlendis, Pino Buelli, Angelo Capelli, Mario Caracuzzo, Carlo Ciocca, Costante Coter, Ernesto Coter, Francesco Coter, Piero Donati, Iby Gavazzeni, Italo Ghezzi, Aldo Grassi, Angelo Gritti, Calisto Gritti, Ferruccio Guidotti, Giuseppe Luzzana, Daniele Marchetti, Giovanni Marini, Giulio Masseroni, Giovanni Nespoli, Luigi Paris, Giacomo Piccinini, Guido Poloni, Attilio Rossi, Ettore Salvetti, Pietro Servalli, Piero Urbani, Alberto Vitali.

Nel 1958 alla presidenza subentra il dott. Ippolito Pipia, consigliere comunale e presidente dell’Accademia Carrara.  L’ing. Giuseppe Golasmici è nominato presidente onorario.

Dopo 7 anni di permanenza al primo piano la sede è trasferita nel grande locale comunicante con la Galleria “La Garitta.”

L’attività culturale del Circolo Artistico è intensa. Numerose le iniziative nel campo delle esposizioni d’arte alle quali in un primo tempo provvedono i pittori Giulio Masseroni e Italo Ghezzi. Va ricordata la mostra commemorativa del pittore Giovanni Pezzotta, allestita nei locali della Camera di Commercio di Bergamo e la “Mostra del Manichino” al Palazzo della Ragione in Città alta. Si tengono frequenti concerti di musica classica e lirica. Nel 1964 si forma una vivace Sezione Giovanile che promuove varie iniziative tra le quali una serie di serate sul Teatro contemporaneo con la partecipazione del prof. Emo Marconi e degli allievi della Scuola di Recitazione del teatro alle Grazie. Si tengono inoltre frequenti concerti di musica classica e lirica, ai quali provvede il M° Amleto Mazzoleni, serate di poesia e conferenze. Nel campo poetico- letterario va registrata l’autorevole partecipazione del prof. Mario Apollonio con studenti della Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali da lui diretta, e la qualificata presenza per alcune serate del prof. Luigi Dal Santo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Con grande sensibilità per la cultura e per l’arte, nel 1970 il dott. Ippolito Pipia fonda una pubblicazione periodica, aperta a qualificate collaborazioni, che fornisce anche  una serie di notizie per gli artisti. Nel marzo 1970 esce il primo numero di “Bergamo Arte” che ha come direttore responsabile lo stesso dott. Pipia e, come redattori, il dott. Giovanni Montemezzi, vicepresidente del Circolo Artistico, il giornalista Sandro Vavassori e il poeta avv. Martino Vitali, consigliere. La pubblicazione del periodico, che raccoglie collaborazioni interessanti e vive approvazioni, per ragioni esclusivamente economiche, dopo tre anni è interrotta.

Con la sistemazione del palazzo di via T. Tasso, i locali della Galleria “La Garitta” sono rinnovati, ampliati e dotati di soppalco e di appropriata illuminazione. Cura questi particolari con vera competenza il pittore Italo Ghezzi, segretario. Ad inaugurare i nuovi locali, nell’aprile 1976 è allestita, con singolare successo, la mostra “I Maestri della Carrara” con catalogo a cura di Giorgio Mascherpa e di Attilio Pizzigoni.

Altre due mostre interessanti organizzate alla Galleria “La Garitta” sono l’antologica di Remo Brindisi, e la personale di Domenico Purificato. Tra i vari protagonisti di piacevoli ed interessanti riunioni culturali di questo periodo, vanno menzionati il prof. Luigi Valerio, il maestro Umberto Zanetti ed il dott. Sergio Tinaglia. 

Nel 1978 il nuovo presidente  cavaliere del lavoro Aldo Cortinovis, per rievocare il 25° dalla rifondazione del Circolo Artistico e, come egli stesso ricorda nella prefazione, gli 80 anni dall’apertura della Scuola d’Arte applicata “Andrea Fantoni”, promuove la pubblicazione dello scritto di Geo Renato Crippa “Breve storia del Circolo Artistico”.

I festeggiamenti si svolgono nel corso di una vivace serata all’Hotel San Marco dove la pubblicazione è presentata dal prof. Luigi Dal Santo.

Nell’ottobre 1980 la Galleria ospita la grande esposizione “Pastelli e Disegni” di Ernesto Quarti Marchiò, dedicata ai personaggi del Circo.

Il nuovo presidente è l’assicuratore comm. Contardo Sironi. Le mostre si susseguono con vivacità così come le altre iniziative culturali. Nel 1984 lo scultore Giacomo Manzù accetta la nomina a presidente onorario del Circolo Artistico. Lo stesso anno alla “Garitta” ospita la mostra “Pietro Annigoni e la sua scuola” e nel 1985 l’esposizione “Guttuso, Minieco, Fiume”. Dopo 28 anni di permanenza nella sede di via Torquato Tasso, il Comune di Bergamo sfratta il Circolo Artistico. Su iniziativa del presidente Sironi, è possibile riprendere l’attività nella sede storica, all’interno del palazzo De Beni, in via Pignolo al n° 72.

Il 24 maggio del 1986 si inaugura la nuova sede che ospita una vasta serie di iniziative artistico -culturali. Il salone accoglie le esposizioni personali e collettive degli artisti associati. Di tanto in tanto, compatibilmente con le possibilità economiche e con qualche contributo, è possibile realizzare mostre commemorative. Nel 1986 la mostra retrospettiva del pittore Daniele Marchetti.

Una giornata vissuta con particolare intensità è stata quella trascorsa il 18 dicembre 1988 in compagnia del presidente onorario Giacomo Manzù. Attorno al celebre scultore bergamasco, reduce dalla grande mostra antologica allestita in suo onore al Palazzo Reale di Milano, dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, con i soci del Circolo Artistico Bergamasco, si raduna un gran numero di artisti bergamaschi e molte personalità cittadine.

In seguito si tiene un pranzo in città alta al quale intervengono, con Giacomo Manzù, la moglie Inge ed i figli Giulia e Mileto. Vi è molta emozione in ognuno di noi, alla presenza di questo grande artista bergamasco che in gioventù ha frequentato il vecchio Circolo Artistico. Manzù accenna, in modo succinto, a qualche suo ricordo giovanile e all’ultimo grande lavoro che sta concludendo.

Tra gli interventi vanno menzionati quelli dell’arch. Sandro Angelini e dell’avv. Giovanni Riva, che esprimono ammirazione e formulano auguri allo scultore che si accomiata con affettuosa cordialità.

Per commemorare Ponziano Loverini, a 60 anni dalla scomparsa, nel 1989, il salone del Circolo Artistico ospita un’interessante retrospettiva del maestro ed un consistente saggio monografico a cura di Fernando Noris e di Luciano Doneda. L’anno successivo ha luogo la mostra commemorativa dal titolo “La natura dell’arte”, dedicata a Giulio Masseroni nel decimo anniversario della morte.

Nel 1991 si pubblica il volume “Cronache del Circolo Artistico” a cura di Sandro Angelini e Cesare Morali. Poco dopo Sandro Angelini è nominato Presidente Onorario del Circolo Artistico Bergamasco. Nel 1990 si tiene la mostra retrospettiva del pittore Severino Annoni. Nel 1992 lo scultore Harry Rosenthal espone le sue opere in sede ed anche fuori della sede. Nel 1994 il salone ospita una originale mostra del pittore russo Lak Bun ed una mostra commemorativa per il decimo anniversario della scomparsa di Michele Agnolettoi. Per dare inizio alle celebrazioni del centenario è organizzata una riuscitissima esposizione di opere del pittore Achille Filippini Fantoni predisposta da Daniele Riva che redige anche un interessante saggio monografico. 

Nel mese di settembre 1995 una grande esposizione dal titolo “Pittura a Bergamo da Tallone a Loverini”, a cura di Fernando Rea è allestita alla ex Chiesa di S. Agostino alla Fara. In esposizione 145 opere di 42 artisti. L’allestimento è realizzato dallo Studio associato di architettura Luciano Doneda, Cristina Paccanelli e Alberto Trussardi. Il consistente volume che accompagna la mostra comprende una ricerca storico-documentaria scritta da Cesare Morali, il catalogo dell’esposizione con un saggio di Fernando Rea e l’epistolario fra Romeo Bonomelli e Pellizza da Volpedo.

Sempre nell’ambito delle celebrazioni centenarie si conia una medaglia commemorativa, a cura di Ferruccio Guidotti, e si pubblica un volumetto con il saggio di Liana De Luca su “La poesia al Circolo Artistico Bergamasco dal 1955” e di Giovanni Riva su “Ciro Caversazzi uomo di cultura.” L’anno seguente, in occasione del bicentenario di fondazione dell’Accademia Carrara, il salone del Circolo Artistico ospita la XII sezione  della mostra “Maestri e Artisti” riguardante la Società degli Acquafortisti. In campo musicale il M° Amleto Mazzoleni promuove, con grande impegno una serie di concerti dedicati ai valenti compositori bergamaschi del passato e del presente. Sono serate difficili da organizzare, ma che sotto il profilo rievocativo e divulgativo dei talenti musicali bergamaschi, sono di particolare rilevanza. Questi concerti mettono in evidenza i giovani esecutori.

Sempre in campo musicale i vicepresidenti M° Amleto Mazzoleni e Lidia Cucciniello organizzano il Concorso pianistico “Città di Bergamo” del quale si svolgono tre importanti edizioni. Gli allievi delle Scuole di Canto dell’Istituto Musicale “Gaetano Donizetti” dirette dalle Maestre Silvia Bianchera e Ida Farina tengono concerti e saggi nel salone del Circolo Artistico. Il Concorso “Dipingere la musica” proposto dal M° Mazzoleni e organizzato in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Bergamo, aperto agli allievi della Scuola Media di città e provincia ottiene risultati molto positivi.

Il M° Amleto Mazzoleni muore il 27 ottobre 2004. Nato a Bergamo nel 1912, compie gli studi all’Istituto Musicale “Gaetano Donizetti” e si  diploma in pianoforte presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Accanto all’insegnamento Mazzoleni svolge attività concertistica a Bergamo ed in diverse città d’Italia. 

Lungo gran parte del Novecento il M° Amleto Mazzoleni  opera, con eccellenti risultati, in diversi settori della musica, dall’esecuzione di concerti, con più di 400 esibizioni,alla direzione d’orchestra e di vari cori, come“Viva la Gente”, all’organizzazione di concorsi musicali e di cicli di concerti, all’ideazione di testi didattici, all’insegnamento, alla composizione. I soci del Circolo Artistico Bergamasco lo ricordano come esponente autorevole del sodalizio del quale per lunghi anni è responsabile della Sezione musicale e vicepresidente. Uomo buono e affabile di carattere, dotato di grande umanità, il M° Amleto Mazzoleni è molto conosciuto e stimato in città anche per la numerosa schiera di giovani appartenenti a varie generazioni che studiano pianoforte con lui, e che egli  ha sempre seguito con competenza e con affetto.

 

Sono organizzate celebrazioni di personaggi importanti come Ubaldo Riva “alpino, poeta, avvocato” nel centenario della nascita, il valente chitarrista  bergamasco Benvenuto Terzi, l’illustre cofondatore del Circolo Artistico Ciro Caversazzi, il celebre violinista e compositore Pietro Antonio Locatelli, il M° Daniele Maffeis, il pittore Francesco Domenighini.

Una volta l’anno lo spazio espositivo del Circolo Artistico ospita gli allievi della Scuola d’Arte “Andrea Fantoni” per l’esposizione dei saggi, intitolata: “ Gli allievi si mostrano”.

La mostra Italo Ghezzi pittore-poeta del paesaggio, a cura di Lino Lazzari e la retrospettiva “Omaggio a Vincenzo Ghirardelli” si svolgono nel 1997.

Nel febbraio 1998, alla sede del Circolo Artistico di Venezia, si costituisce la Federazione Italiana dei Circoli Artistici (FICIART).   

La mostra commemorativa di Giovan Battista Galizzi, “pittore simbolista”, curata, nel maggio 1998, da Fernando Rea, ottiene un notevole successo. Allo scadere del contratto di affitto e, precisamente, il giorno 27 ottobre 1998, la sede di via Pignolo si chiude. La ricerca dei locali entro i quali trasferire la sede, messa in atto da tempo, non ottiene quei risultati concreti sui quali si fa affidamento. L’attività espositiva si svolge saltuariamente nei mesi estivi, con la rassegna “Settembre orobico”, alla porta di S. Agostino dove si organizzano anche conferenze e concerti. Le numerose ricerche svolte e gli intensi contatti messi in atto per individuare la nuova sede si concludono nel 2002.

La nuova sede in via Malj Tabajani, 4, di proprietà dell’Opera Pia Misericordia Maggiore, si inaugura il 20 dicembre 2002 con una consistente esposizione collettiva degli artisti associati.

Numerosi concerti si sono tenuti alla sede di via Pignolo e in sedi esterne prestigiose come il salotto della famiglia Mazza dè Piccioli a Palazzo Stampa o la sala Alfredo Piatti in città alta. Tra i numerosi e valenti concertisti si possono indicare: Paolo Bordoni, Maria Lorena Garolfi, Fabio Bidini, Boris Bechterev, Andrea Cappelletti, Michele Guadalupi, Silvia Bianchera, Attilio Bergamelli, Filippo Lama, Silvia Bertoletti, Marco Serazzi. Tra i complessi: l’Ottetto di fiati dell’Istituto Musicale “Gaetano Donizetti” e l’Ensemble “Renoir”.

Il Circolo Artistico ospita per una conferenza autorevoli oratori, tra i quali: Vincenzo Buonassisi, Marco Lorandi, Sandro Angelini, Aldo Manetti, Pierluigi Forcella, Erminio Gennaro, Adriano Bassi, Liana De Luca, Anna Cattoretti, Albert Dunning, il Prefetto Nicola Rasola, l’Assessore Regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Marzio Tremaglia, il Direttore dell’Eco di Bergamo Sergio Borsi, Ettore Albertoni,  Ettore Ongis il Prefetto Annamaria Cancellieri, Claudia Bianchini, Attilio Pizzigoni e Pieralberto Cattaneo. La grande retrospettiva Disegni e dipinti di Giulio Masseroni, nel centenario della nascita, è allestita al Teatro Sociale in Città alta nel maggio 2000. La Banca Popolare di Bergamo-Gruppo BPU nell’autunno 2001 mette signorilmente a disposizione del Circolo Artistico il Chiostro di Santa Marta. L’allestimento realizzato su progetto di Luciano Doneda, con il concorso di Roberto Colleoni, consente di distribuire con eleganza la mostra commemorativa di Vittorio Manini Il colore dei giorni, curata da Enrico De Pascale.

Una manifestazione di considerevole importanza è rappresentata dal Concorso organizzato dal Circolo Artistico, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera, per un’opera d’arte da collocarsi nell’atrio del nuovo Dipartimento Cardiovascolare denominato “Casa del cuore”, agli Ospedali Riuniti di Bergamo. La competizione, alla quale prendono parte 30 artisti, si conclude il 30 dicembre 2002 con l’affermazione del pittore Angelo Capelli. Il suo dipinto è realizzato in mosaico. Speciale menzione ottengono Mino Marra, che si aggiudica la medaglia d’oro, Valeria Pontoglio e Vittorio Bellini, che ottengono la medaglia d’argento.

Per proseguire nella difficile ma importante attività tesa a ricordare e valorizzare i grandi esponenti dell’arte a Bergamo, nel settembre 2003, in occasione del 60° anniversario della scomparsa, si organizza l’esposizione del pittore Romualdo Locatelli, curata, come il catalogo, da Fernando Rea. La mostra si svolge nello spazio espositivo della “Sala Camozzi” della Provincia di Bergamo. L’allestimento è di Fabio Agliardi. L’attività prosegue con le numerose esposizioni personali e collettive dei soci. Tra queste meritano un rilievo particolare la mostra commemorativa del pittore Piero Urbani, nell’aprile 2004 e la mostra collettiva “Progetto culturale Italia-Austria”, nel mese di maggio dello stesso anno.

Si svolgono anche manifestazioni fuori della sede come la rassegna “Artisti al Fontanile.” I soci artisti che prendono parte alla mostra estemporanea e ad un’esposizione all’aperto, trascorrono una giornata all’interno dell’azienda vitivinicola Tallarini di Gandosso. Quella del 2005 è la quinta edizione. In collaborazione con il Ducato di Piazza Pontida, con il quale da oltre dieci anni si svolge la rassegna: una piazza per gli artisti, nel 2004 è organizzata una serata dedicata alla lirica dialettale con cinque poeti.

Il Circolo Artistico compartecipa al Concorso Nazionale di Pittura “Marco e Luca Zanetti” con il Comitato Ecologico di Osio Sotto e collabora al Concorso di pittura estemporanea “ Luoghi e ricordi di Papa Giovanni XXIII” con la Pro Loco di Sotto il Monte Giovanni XXIII.

Le ultime esposizioni di associati del Circolo Artistico fuori della sede, si svolgono, nel mese di dicembre 2004, all’Outlet di Albano S. Alessandro, nel febbraio 2005 sul Sentierone di Bergamo e nell’aprile 2006 a Treviglio.

 

In un breve scritto ho cercato di esporre alcune delle più significative vicende che hanno caratterizzato la vita del Circolo Artistico e fornire notizie sommarie sull’attività culturale svolta dal sodalizio nei suoi 110 anni di vita.

Lo scopo è quello di ricordare il lungo periodo entro il quale un gran numero di artisti e di appassionati d’arte si è impegnato nella multiforme attività culturale svolta.

Nei suoi 110 anni di attività, le iniziative del Circolo Artistico hanno cercato di salvaguardare e divulgare i valori della ricca tradizione artistico culturale della città di Bergamo e della sua Provincia, valorizzare la produzione artistica dei soci che appartengono a tutte le branchie dell’arte ripromettendosi di rievocare degnamente i pittori e gli scultori del passato con mostre commemorative, con ricerche e con pubblicazioni. Non ostante le notevoli difficoltà, anche di natura economica, è auspicabile che l’attività prosegua decisamente in questa direzione con la speranza che non venga mai meno la considerazione ed il sostegno morale che la comunità bergamasca ha sempre assicurato al Circolo Artistico.