silini06-bassa
silini06-bassa
ritratto-del-pittore-bassa
ritratto-del-pittore-bassa
silin01-bassa
silin01-bassa
silini02-bassa
silini02-bassa
silini03-bassa
silini03-bassa
silini-04-bassa
silini-04-bassa
silini05-bassa
silini05-bassa

Claudio Silini nasce a Uznach, in Svizzera, nel 1953. Il suo interesse per la pittura si manifesta già in tenera età tra le mura del collegio in cui studia per sette anni: alla parola scritta predilige il disegno, il colore, la forma. Appena undicenne, realizza una copia di un dipinto di Van Gogh, che resterà anche nella maturità il suo pittore di riferimento. Frequenta il liceo artistico Bramante a Milano e alcuni corsi privati, dove segue con fervido interesse gli insegnamenti impartiti, consapevole dell'importanza di una solida formazione di base: i primi soggetti ritratti sono fondali marini, paesaggi e venezie. Ma, fin dagli inizi, è la figura umana ad acquisire un ruolo da protagonista nella sua arte. Accanto al percorso didattico tradizionale, viene incoraggiato a dar sfogo alla propria linea grafica. Interrompe gli studi, chiamato ad un differente percorso di vita; ma la pittura è una passione che arde placida e prepotente dentro di lui e le sue mani non smettono mai di dirigere i pennelli sulla tela per dar vita a intense e tormentate armonie.

Hanno scritto di lui:
Claudio Silini ha intenzionalmente adottato il low profile come sua regola di vita, lasciando che  siano la sua arte e le sue opere ad esprimere ed a manifestare al mondo le sue sensazioni, i suoi pensieri, le sue convinzioni, la sua visione della vita e dell’uomo. Proprio in questa logica, in tanti anni di percorso pittorico, egli non ha fatto nulla per promuovere la sua opera artistica, convinto – come io credo che sia, e non per presunzione, ma per una sorta di Fatalismo che gli si legge negli occhi – che essa avrebbe parlato da sé sola e che, prima o poi, sarebbe emersa dal nascondimento e dall’oblio per proporsi agli altri, senza imporsi.                                          Angelo Piazzoli           
Il mondo rappresentato da Claudio Silini è un mondo inquieto. Preda del silenzio che allaga i dipinti di figura, abitato da uomini e donne sorpresi - per lo più - in totale isolamento fisico e psicologico, emblema dell'alienazione e del tormento esistenziale dell'uomo moderno. I riferimenti più diretti della sua pittura sono Van Gogh e Bacon. Un manifesto disagio è individuabile come una costante nella pittura di Silini. Come Bacon, l'artista si sofferma sullo studio della figura umana approdando ad una pittura dai toni drammatici; la condizione esistenziale del soggetto è mostrata mediante una pittura che descrive una realtà sofferente, delimitata da uno spazio chiuso, in cui la cancellazione e la deformazione fisionomica accentuano lo stato oppressivo di una situazione tragica determinata da conflitti della sfera più intima dell'esistenza.
Partrizia Mologni