insofferenza ok
passato e futuro ok
ribellione ok
riflessione ok
spazi ristretti ok

 

 

Nato nel 1952 a Pontirolo Nuovo (BG) giovanissimo seguì gli studi alla “Scuola d’Arte Andrea Fantoni” di Bergamo.Per circa 25 anni (1975-1995) risiedette nel Comune di Azzano San Paolo (BG);in questo periodo conosce e frequenta vari artisti del luogo, Negroni, Oliva, Merisio, Capitanio e in modo particolare Cecco Previtali; con lui ci furono scambi di idee e preziosissimi consigli, utili per la crescita artistica di Agliardi. Nel maggio 1987 Fabio Agliardi è uno dei soci fondatori del “G.P.S.A.” Gruppo Pittori e Scultori Azzanesi. Partecipa in questi anni a varie mostre collettive ed ai più svariati concorsi di pittura ottenendo (premi e lusinghieri riconoscimenti).Dopo aver vissuto per una decina d’anni (1995-2005) in Seriate (BG), quest’anno del 2006 risiede “abitazione e studio” in Brusaporto (BG). Da alcuni anni Agliardi ricopre l’incarico di segretario del Circolo Artistico Bergamasco. Sito personale www.agliardifabio.it Hanno scritto di lui: .… nel contesto delle sue geometrie spicca all’attenzione di qualsiasi osservatore il “contenuto” dell’opera, accentrata da Agliardi sui valori di una realtà intrisa di umanesimo, di solidarietà, di comprensione, sia nei confronti di una vita che si snoda serenamente in un ambito urbano, come quella di chi deve affrontare dolore, e, magari, solitudine o violenza. Da queste sommarie considerazioni è facile dedurre che la pittura di Fabio Agliardi si avvale di quella concettualità di cui qui sopra si è detto, nel contesto appunto di una contemporaneità che tutti noi coinvolge. Lino Lazzari …. E proprio in un’epoca come la nostra, nella quale il disincantesimo dall’uomo sembra allontanare molti artisti dalla sua diretta rappresentazione, Fabio Agliardi invece sull’uomo incentra tutta l’attenzione. Si tratta naturalmente di un’interpretazione lontana dal realismo, come pure da uno tentativo di lettura psicologica individuale, tuttavia ne emergono evidenti le paure e le inquietudini dei nostri giorni. I manichini di Agliardi vivono di vita propria messaggeri di esperienze personali che si collegano ad un ambiente attraverso il quale l’uomo ha espresso se stesso, seppure in modo caotico e contraddittorio. Gianni Barachetti Elisa Motta … con queste immagini impersonali, e con espressioni sempre contenute, Agliardi cerca di descrivere le sue insoddisfazioni. Si tratta di un atteggiamento che si oppone alla visione di un mondo globalizzato, guastato da superficialità egoistiche e privo di quei valori intellettuali, professionali e spirituali ai quali il pittore aspira. Cesare Morali … ireatiche presenze antropomorfe, lividi manichini o cariatidi solenni si ergono ad esprimere un’enigmatica realtà di uomini indistinti ed indistinguibili e suggeriscono plasticamente solitudini, intime inquietudini e nefasti presentimenti. Esistenze, queste, che albergano in apparenti città deserte dove tutto è statico e silenzioso, dove scorgi di arcate, torri ed architetture offrono un’ulteriore memoria di luoghi metafisicamente immaginati. Pittura di natura intellettuale e filosofica espressa con ordine e chiarezza compositiva. Maria Guerriero